“Nessuna persona nell’intero mondo può sentirsi libera se c’è una sola persona in catene.”
Ernesto “Che” Guevara
Non si può dimenticarlo. «Dalle migliaia di foto, poster, magliette, nastri, dischi, video, cartoline, ritratti, riviste, libri, frasi, testimonianze… fantasmi tutti della società industriale, che non sa custodire i suoi miti nella sobrietà della memoria. Il Che ci guarda attento… La sua immagine attraversa le generazioni, il suo mito passa di corsa in mezzo ai deliri di grandezza del neoliberismo. Irriverente, beffardo, ostinato, moralmente ostinato, indimenticabile». Così lo scrittore messicano Paco Ignacio Taibo II chiude il suo libro-romanzo sul Che “Senza perdere la tenerezza. Vita e morte di Emesto Che Guevara”. Il Che com’era: straordinario ma per fortuna non perfetto, eroico e modesto, generoso e di “così scarsa pazienza”, irriducibile e umano, lucido e visionario, l’asmatico più combattente del mondo («amo questo inalatore, quando di notte non riesco a dormire comincio a cavillare»).
Scrive sempre Taibo: «La sua morte provocò stupore, sconcerto, paura, turbamento, rabbia, impotenza in migliaia di uomini. In undici anni scarsi di vita politica e senza volerlo, il Che era diventato un simbolo delle tante volte rimandata, o tradita, rivoluzione latino americana, e la nostra unica certezza in quegli anni era che ciò di cui è fatto il sogno, non muore mai. Ma Ernesto Che Guevara era morto in Bolivia».
La ricostruzione delle ultime settimane di Ernesto Che Guevara nei luoghi degli avvenimenti, sulle Ande boliviane, seguendo le sue tracce. Le testimonianze dirette. La Quebrada del Churo, il canalone dove finì l’avventura guerrigliera. La Higuera, l’ultimo villaggio. Ore 11.15 l’ordine: liquidare il Che. L’ultima provocazione verso il sottufficiale che non si decideva ad ucciderlo. L’esposizione pubblica della salma. La mutilazione delle mani inviate a Fidel.
Cena a base di ripieni, fusilli alla cenere (Gorgonzola e patè d’olive), e panna cotta al caffè. Dopo cena, dalle 22.00 in poi, concerto delle BARCHE A TORSIO con le loro storie, in acusticfolkmetalzeneize latineggiante qua e la, fatte di negozi… satanici innondati di “suchin” e corridori tossici, fra acciacchi di ogni tipo e domeniche scandite da parenti rompicoglioni. fra ninna nanne decisamente convincenti e guide turistiche per puttanieri. Questo e molto altro per una serata di musica e risate.
Folk o non folk? Questo è il dilemma! La domanda più difficile è quando ti chiedono “ma che genere suoni?” e allora ti puoi perdere in tecnicismi da labirintite “ma… il nostro genere è un misto tra la tradizione italiana e non solo con dentro anche il rock, una spruzzatina di blues e una spolverata di jazz, due etti di country tagliati fini….” Ma alla fine la cosa che conta è una sola SI BALLA!!!
Ascoltateli!
http://www.myspace.com/giuilcappello
http://www.giuilcappello.it
Possibilità di campeggio salva patente con tenda, sacco a pelo o stuoie all’ esterno del circolo. Per prenotare la cena (a base di cannelloni ripieni e altro) chiamare il 3496959205 entro Giovedì sera.
Giovedì 13 agosto 2009 ore 22.00 Ettore Giuradei in concerto al Circolo Matteotti di Santa Vittoria
Ettore Giuradei nasce il 30 marzo 1981 a Brescia.
Nel 1998 inizia a scrivere canzoni. Dal 2001 lavora come attore per la compagnia Teatro Distratto con la quale mette in scena diversi spettacoli di Teatro Comico. Nel 2004 inizia a lavorare, con il fratello Marco Giuradei e l’amico Gabriele Zamboni, sugli arrangiamenti delle canzoni che finiranno nel primo disco “Panciastorie”. Nel 2005 entrano nel gruppo, che prenderà il nome di Malacompagine, anche il bassista Luigi Picotti e il batterista Marco Andrello. Nel mese di marzo dello stesso anno, dopo un concerto al Teatro dell’Acqua di Gargnano (BS) organizzato con Fabio Gandossi e dal Lari, incontra Davide Danesi con il quale decide di fondare la Mizar Records. A luglio incide il primo disco “Panciastorie” allo studio Sottoilmare di Valeggio sul Mincio (VR) dove incontra Luca Tacconi con il quale inizia una collaborazione che dura tutt’oggi.
Nel 2006 esce “Panciastorie”, per Mizar Records/Audioglobe, che vince nello stesso anno il Premio Nuova Canzone d’Autore al M.E.I. di Faenza e arriva in finale al Premio Fuori dal Mucchio 2006 e al Premio De Andrè 2006.
Durante l’estate inizia a collaborare con il contrabbassista Domenico D’Amato e con il fonico Aldo Bonanno. A fine 2006 lascia i Malacompagine, tranne Marco Giuradei con il quale si lancia nell’Acustico Panciastorie Tour, 10 date in 15 giorni tra Lazio, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.
Prima di partire incontra Danilo Di Prizio chitarrista, pittore e poeta e ritira il Premio Imperdibili di Bielle a Milano dove ha la fortuna di conoscere Cisco Bellotti, ex cantante dei Modena City Ramblers, con il quale inizia uno scambio artistico-culinario molto interessante. Al ritorno dal tour inizia a ragionare con il fratello Marco sugli arrangiamenti delle nuove canzoni che vedranno la luce grazie anche alla collaborazione di Domenico D’Amato, Danilo Di Prizio e il batterista dei Les Petits Enfants Terriblez Giuseppe Mondini.
Con la nuova band partecipa a Sanremo Off e vince il Premio 25 Aprile a Latina con il brano “La Zingara”. A settembre debutta con lo spettacolo comico/surreale “CabaretGodot” pensato e costruito insieme a Michele Beltrami con la partecipazione musicale di Marco Giuradei. Dopo un anno di concerti e 7 mesi di prove ad ottobre 2007 inizia le registrazioni del secondo album “Era che così” per Mizar Records/Novunque distribuzione Self allo studio Sottoilmare di Valeggio sul Mincio (VR).
In questi anni ha avuto la fortuna di conoscere persone coraggiose e veramente libere senza le quali probabilmente non sarebbe riuscito a fare niente. Tra tutti Renato Giuradei, Elena Palazzani, Nassini Delfina, Piera Bosetti, Marco Giuradei, Davide Daffini, Matteo Franzoni, il Grillo, il Lari, Fabio Gandossi, Davide Danesi, Franco della Cantina Mediterraneo, Ruggero del Blue Dahlia, Graziano Chiscuzzu, Luca Tacconi e una musa su tutte.
www.ettoregiuradei.it
www.myspace.com/ettoregiuradei
Sabato 8 agosto avrà luogo presso il Parco Urbano di Santa Vittoria Giardini “Brigata Zelasco” la seconda edizione del Torneo Antirazzista di Street Soccer.
Le partite di dieci minuti ciascuna cominceranno nel primo pomeriggio con servizio ristoro sound system con il SolidarBus di Music for Peace.
Al termine del torneo si esibiranno sempre ai giardini di Santa Vittoria gli Inconsueto Popolare con sonorità folk – balcaniche – popolari
Parteciperanno al Torneo Antirazzista le seguenti squadre:
-Circolo Matteotti (Senior)
-Circolo Matteotti (Junior)
- Centro Sociale Zapata
-La Resistente di Genova
-FCCR (Giovani Comunisti Rapallo)
-Unione Sestri Levante
-Cinghiali Casale Monferrato
-Rude Boys Sampdoria
-Gruppo Andrea Verrina (G.A.V.)
-Maghreb Sampdoria
SABATO 8 AGOSTO 09 LIVE INCONSUETO POPOLARE AI GIARDINI PUBBLICI “BRIGATA ZELASCO” DI SANTA VITTORIA ore 22.00
http://www.myspace.com/inconsuetopopolare
Volantino Seconda Edizione 2009
Foto Prima Edizione Torneo Antirazzista 2008